La Sicilia letteraria: da Pirandello, a Tomasi di Lampedusa, passando per Sciascia e Camilleri

La Strada degli scrittori è un itinerario che invita i viaggiatori a percorrere i luoghi della Sicilia che gli scrittori siciliani hanno descritto nei loro romanzi, pagine di letteratura e teatro che hanno appassionato diverse generazioni. Il percorso è ufficialmente conosciuto come Strada Statale 640 di Porto Empedocle. La prima tappa riprende quelle che sono le terre raccontate da Andrea Camilleri. Tra Vigàta e Montelusa ci sono luoghi compresi tra la collina di Agrigento e il mare. Lo stesso Camilleri dice che Vigàta è Porto Empedocle, ma visto che si trova vicino a Licata, ha trovato un nome simile che suonasse bene come appunto Vigàta. Montelusa invece è Agrigento e il nome è ispirato da Pirandello, che anch’esso chiamava la città di Girgenti Montelusa. Si prosegue per Palma di Montechiaro, luogo che si lega allo scrittore de “Il Gattopardo”, Giuseppe Tomasi di Lampedusa. In questa città un suo avo trovò l’amore in Francesca Caro che gli fece ottenere il titolo di barone di Montechiaro nel 1583: lo scrittore Giuseppe Tomasi in questo luogo riscopre le sue radici ed è proprio a Palma che il protagonista, il principe Don Fabrizio di Salina si appresta a corteggiare la morte. Palma di Montechiaro fu decisiva anche perché proprio qui Giuseppe Tomasi superò il blocco dello Scrittore che non gli faceva terminare il suo romanzo più conosciuto, appunto “Il Gattopardo”. Proseguendo per Agrigento città natia di Luigi Pirandello, è possibile visitare la casa natale dello scrittore premio Nobel in contrada Caos. All’interno della dimora ci sono mostre temporanee dedicate al Maestro ed un museo con la Biblioteca di Luigi Pirandello. Nell’entroterra tappa obbligatoria è Racalmuto dove nacque Leonardo Sciascia, ricordato sicuramente per il giallo “I giorni della Civetta” ma non solo. Qui in Sicilia potete trovare i luoghi che hanno segnato la sua vita tra cui la Madrice che scorge la scalinata della chiesa di S. Maria del Monte, chiesa dove nel 1989 si svolsero i funerali. La casa natale di Sciascia e delle sue zie è proprio accanto a questa chiesa e poco lontano si potrà trovare il teatro comunale Regina Margherita dove l’autore era solito andare per assistere alle proiezioni degli spettacoli il sabato e la domenica.  Poco fuori la città sono situate le grotte di fra Diego la Matina, le tombe del frate di cui parla Sciascia nel suo saggio più importante “Morte dell’inquisitore”. (LE ESCURSIONI HANNO DURATA VARIABILE)